“Panza china e cori cuntentu”: Torrenova si accende con “Amunì. VIDEO INTERVISTE

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8.000 polpette. Un’impresa che, a parte una nonna che prepara il pranzo della domenica , solo i ristoratori che hanno preso parte al festival agroalimentare più atteso dell’estate hanno potuto affrontare. È iniziato così, a Torrenova, l’attesissimo weekend di “Amunì”: con il lungomare che, già dalle 18, ha cominciato a riempirsi di famiglie, curiosi, cittadini

Autore: 98zero · Pubblicato: 29/08/2026 13:20

8.000 polpette. Un’impresa che, a parte una nonna che prepara il pranzo della domenica , solo i ristoratori che hanno preso parte al festival agroalimentare più atteso dell’estate hanno potuto affrontare. È iniziato così, a Torrenova, l’attesissimo weekend di “Amunì”: con il lungomare che, già dalle 18, ha cominciato a riempirsi di famiglie, curiosi, cittadini

8.000 polpette. Un’impresa che, a parte una nonna che  prepara il pranzo della domenica , solo i ristoratori che hanno preso parte al festival agroalimentare più atteso dell’estate hanno potuto affrontare.  È iniziato così, a Torrenova, l’attesissimo weekend di “Amunì”: con il lungomare  che, già dalle 18, ha cominciato a riempirsi di famiglie, curiosi, cittadini e visitatori arrivati per vivere una serata all’insegna del gusto, della musica e dello stare insieme. Davanti  ad un termometro non fa sconti, il pubblico risponde con la caparbietà  presentandosi  in maniera copiosa già dalle prime ore dell’evento. E ricordiamo ai tanti che, nemmeno la cappa del Sahara può fermare la forza di un siciliano capace di cucinare e friggere anche  in condizioni estreme. Si suda, si lavora, si assaggia. E alla fine, come  tradizione comanda ,“Panza china e cori cuntentu.” Ma “Amunì” non è soltanto una festa del cibo. È un viaggio attraverso storie, persone e identità. Gli stand dei produttori locali hanno iniziato a raccontare la terra attraverso i loro prodotti: dai sali aromatizzati con i sapori dell’Etna alle birre palermitane  capaci di far dialogare l’identità siciliana con il resto del mondo.  E così tradizioni e contaminazioni si sono incontrate, dimostrando che si può guardare lontano senza dimenticare da dove si viene. Ed è forse proprio questo il senso più autentico della manifestazione: l’amore per la propria terra e la voglia di dare  un contributo, senza essere costretti ad andare via. La parola d’ordine della serata: divertimento. Quello di chi è arrivato in piazza per mangiare, bere, stare in compagnia e regalarsi una serata di festa. Ma anche quello di chi, dietro le quinte, ha lavorato perché tutto fosse possibile.  Nella serata il caldo, finalmente, ha lasciato spazio a un po’ di sollievo. Ma mentre la temperatura scendeva, un’altra cresceva sempre di più: quella dell’attesa. E così,  in compagnia di Radio DOC, momento dopo momento, la piazza  centrale del paese ha iniziato a prendere vita. Qui  già dalle 20, sono  comparsi i primi spettatori. Sedioline pronte, panini in mano e occhi puntati verso quel palco che di lì a poco avrebbe acceso la serata. Il pubblico aveva preso posizione. Tutto era apparecchiato per il primo, grande appuntamento musicale del festival. E il nome, questa volta, era uno solo: Sal Da Vinci. Poi, finalmente, le luci si sono accese. La musica è partita. E mentre Sal cantava  a Torrenova  che “Il tuo più grande giorno ti regalerò” il paese  rispondeva con un’unica grande voce che  “ da qui sarà per sempre sì”.