Treno deraglia in Normandia, 44 feriti. Prende corpo l’ipotesi sabotaggio

Treno deraglia in Normandia, 44 feriti. Prende corpo l’ipotesi sabotaggio

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Prende corpo in Francia la pista di un possibile atto doloso dietro il deragliamento del TER Rouen-Caen avvenuto venerdì sera nei pressi di Cléon, in Normandia. Secondo quanto riferito da diversi media francesi, gli investigatori avrebbero trovato sui binari un elemento metallico, che potrebbe essere un pezzo di rotaia, collocato sulla linea prima del passaggio del convoglio. Il treno, sul quale viaggiavano 186 persone, è deragliato intorno alle 19.45.

Il bilancio aggiornato è di 44 feriti: una ragazza di 18 anni è stata trasportata in ospedale in condizioni gravi, mentre gli altri passeggeri hanno riportato ferite meno serie. Secondo le prime ricostruzioni, il treno viaggiava a circa 140 chilometri orari quando avrebbe urtato l’ostacolo. La procura di Rouen ha aperto un’inchiesta per accertare le cause dell’incidente. I test effettuati sul conducente per alcol e stupefacenti sono risultati negativi. Al momento, la pista del sabotaggio non è stata ufficialmente confermata dagli inquirenti.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

Trump a Dublino: “Mi piacerebbe vedere l’Irlanda unificata”. E sull’Iran: “La guerra finirà molto presto”

Trump a Dublino: “Mi piacerebbe vedere l’Irlanda unificata”. E sull’Iran: “La guerra finirà molto presto”

DUBLINO (IRLANDA) (ITALPRESS) – La guerra con l’Iran finirà “penso molto presto, probabilmente subito dopo le elezioni di midterm”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante una visita a Dublino. “Quando ciò accadrà, i prezzi del petrolio crolleranno”, ha assicurato. Il tycoon ha poi ribadito la sua posizione secondo cui “l’Iran non può avere un’arma nucleare”, definendola “molto semplice”.

“Non voglio creare problemi” ma “mi piacerebbe molto vedere” l’Irlanda “unificata”. Sarebbe un “grande successo per tutti” se ci fosse l’unificazione, ha aggiunto, “succederà prima o poi”. Il Regno Unito “avrà qualcosa da dire al riguardo, ovviamente, ma penso che sarebbe una cosa fantastica. Come può essere una cosa negativa?”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Saldi, ad agosto vendite in calo del 2,6% rispetto al 2025

Saldi, ad agosto vendite in calo del 2,6% rispetto al 2025

ROMA (ITALPRESS) – Dopo una partenza positiva a luglio, i saldi estivi hanno perso progressivamente slancio, chiudendo agosto con un calo medio delle vendite del 2,6% in valore rispetto allo stesso mese del 2025. È quanto emerge dal monitoraggio di Federazione Moda Italia-Confcommercio sulle imprese associate.

Il quadro resta però diversificato: il 55% delle attività ha registrato vendite stabili (37%) o in crescita (18%), mentre il 45% ha segnalato una diminuzione. A pesare, secondo Federazione Moda Italia, sono la debolezza dei consumi, l’aumento dei costi di gestione ed energia, i margini ridotti e la concorrenza, oltre al caldo eccezionale che avrebbe frenato gli acquisti. “Il problema non sono i saldi, ma la debolezza dei consumi“, sottolinea il presidente Giulio Felloni, che lancia l’allarme sul rischio di una nuova accelerazione della desertificazione commerciale. Federazione Moda Italia chiede quindi interventi a sostegno dei negozi indipendenti, tra cui voucher per gli acquisti, credito d’imposta sugli affitti, svalutazione delle rimanenze e una Giornata Nazionale della Moda Italiana.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Attacchi incrociati tra Russia e Ucraina: raid di Mosca su Odessa, Kiev colpisce con droni due città russe

Attacchi incrociati tra Russia e Ucraina: raid di Mosca su Odessa, Kiev colpisce con droni due città russe

ODESSA (UCRAINA) (ITALPRESS) – La Russia ha lanciato un attacco aereo notturno su Odessa, danneggiando un grattacielo residenziale. Inizialmente, secondo l’aeronautica militare ucraina e l’amministrazione militare della città di Odessa, si sarebbero registrate tre persone ferite. Secondo quanto riporta l’agenzia ucraina Rbc, intorno alle 5 del mattino, l’aeronautica militare ucraina ha lanciato l’allarme su possibili lanci di missili da crociera Kalibr dal Mar Nero, nonché sulla minaccia dell’utilizzo di armi balistiche dalla Crimea. Poco dopo, sono emerse notizie di missili diretti verso diverse aree della regione di Odessa, tra cui Dobroslav, Chornomorske, Lymanka e Zatoka. Nella notte, poi, dei droni ucraini hanno attaccato due città russe, Tolyatti e Taganrog. Nel primo caso è stato preso di mira un impianto chimico strategico, mentre nella seconda città sono stati segnalati diversi incendi, tra cui uno in un aeroporto e uno in uno stabilimento automobilistico.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

Alessandro Di Battista è rientrato in Italia, l’aereo partito da Cuba è atterrato a Ciampino

Alessandro Di Battista è rientrato in Italia, l’aereo partito da Cuba è atterrato a Ciampino

ROMA (ITALPRESS) – È atterrato all’aeroporto di Ciampino l’aereo che ha riportato in Italia Alessandro Di Battista. L’ex deputato M5S si trovava a Cuba quando, il 28 agosto scorso, era stato ricoverato a causa di un forte mal di testa, prima a Santa Clara e poi a L’Avana. A causa del peggioramento delle condizioni, che aveva spinto i medici a intervenire con un’operazione, era fallito un primo tentativo di riportarlo in Italia, il 4 settembre scorso. Ieri l’associazione Schierarsi aveva pubblicato un post sui social per annunciare il rientro. “Alessandro sta tornando a casa. Buon rientro, Ale! Grazie mille ai medici cubani per l’impegno e la professionalità di questi giorni”.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

Ucraina, Meloni “Non cambio idea, sostegno a Kiev per difendere Roma”

Ucraina, Meloni “Non cambio idea, sostegno a Kiev per difendere Roma”

ROMA (ITALPRESS) – “Da anni, in Europa sono cresciuti quei movimenti politici che pongono in primo piano la difesa dell’identità, il contrasto all’immigrazione illegale di massa, il pericolo dell’islamizzazione dell’Europa. Nei confronti di questi movimenti, molto spesso la reazione dell’establishment è stata quella di provare a creare dei ‘cordoni sanitari’, non invece di affrontare nel merito le questioni. Come si vede, è una strategia che non funziona”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista al Foglio, rispondendo a una domanda sulla vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt. “Funziona invece ascoltare quelle istanze e rispondere. È quello che sta facendo il centrodestra in Italia, con soluzioni serie e non demagogiche: in tema di lotta all’immigrazione clandestina, di difesa dei confini, di tutela delle fasce più fragili, di attenzione alle periferie, di centralità del lavoro. Da noi il contesto politico è radicalmente diverso da quello che vediamo in Germania e in altre nazioni“, conclude Meloni.

Sulla sicurezza “abbiamo investito come nessuno prima di noi”, ma “mi rendo perfettamente conto che gli italiani si aspettano di più, ed è giusto che sia così. Io sono la prima a volere di più, perché garantire la sicurezza è il principale dovere che lo Stato ha verso i cittadini. Noi ce la stiamo mettendo tutta per fare la nostra parte, ma è importante che tutti i pezzi dello Stato facciano altrettanto, e che nessuno remi nella direzione contraria. Particolarmente sui fenomeni della criminalità urbana”, ha detto

“Il meccanismo di funzionamento dell’Unione europea si è dimostrato inadeguato ad affrontare le grandi sfide della nostra epoca. Sono felice che ora siamo tutti d’accordo sul fatto che serva un cambio di passo, perché quando lo dicevamo noi venivamo tacciati di antieuropeismo. Non credo però che la soluzione sia cercare ancora più integrazione europea o il superamento dell’unanimità o l’Europa federale che supera gli stati nazionali, e quindi non sono d’accordo con Mario Draghi”. “Insieme alla famiglia dei conservatori europei, ho sempre ritenuto che servisse l’esatto opposto, ovvero un modello di Europa confederale, nel quale gli Stati membri mantengano ampia sovranità ma interagiscano in modo più efficace sulle materie di rilevanza strategica. È una visione che sta prendendo sempre più piede, tanto che ora diversi Stati membri invocano il ricorso alla cooperazione rafforzata”.

Infine, sulla guerra in Ucraina: “Il tentativo russo di conquistare Kiev ha risvegliato l’Europa da un lungo torpore e dalla illusione che fosse al riparo dai grandi rischi del passato. La guerra in Ucraina ha dimostrato che la storia si è tutt’altro che fermata e che è finita l’era nella quale il Vecchio Continente poteva delegare ad altri la propria sicurezza. Nonostante molte contraddizioni e tentennamenti, l’Europa ha saputo reagire in modo ben più determinato di quanto ci si potesse immaginare, sicuramente più di quanto Mosca si aspettasse. Ed è vero che l’incredibile resistenza ucraina ha fatto riscoprire a molti europei il senso dell’identità e del patriottismo”. “Concetti che in tanti consideravano superati, ma certo non chi appartiene alla mia comunità politica, che ha sempre posto la Patria e l’identità nazionale al centro del proprio agire. Per quello che mi riguarda, credo da sempre che il patriottismo sia una cosa molto seria. Non è solo una bandiera da sventolare, o un inno da cantare. Quando ti definisci un patriota la prima domanda a cui devi rispondere è: sei in grado di mettere la Patria prima di te stesso? È questo il punto”, spiega.

“Per me in questi anni sarebbe stato elettoralmente più vantaggioso non sostenere l’Ucraina, piuttosto che farlo. Solo che io non ho sostenuto l’Ucraina per Kiev io ho sostenuto l’Ucraina per Roma. Perché, come ho detto molte volte, l’Italia avrebbe tutto da perdere in un contesto internazionale in cui vengono meno le regole della pacifica convivenza tra le nazioni e torna a prevalere la legge del più forte. E, purtroppo, un assaggio di quello scenario lo stiamo avendo in questi anni”, prosegue Meloni. Sarebbe disposta a stabilire una regola per la futura coalizione: nessuna alleanza con i finti patrioti che votano contro il sostegno all’Ucraina? “Giorgia Meloni non è certamente disposta a fare il contrario di quello che ha fatto finora, o di quello in cui crede, per calcolo politico o elettorale. Io sono una persona seria, e non sono buona per tutte le stagioni. Chi cerca un premier che cambia idea in base al sostegno di questo o quel partito, sempre e solo per tornaconto personale, deve rivolgersi altrove”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Centrato il “6” al SuperEnalotto, vinti 223 milioni di euro a La Valletta Brianza

Centrato il “6” al SuperEnalotto, vinti 223 milioni di euro a La Valletta Brianza

MILANO (ITALPRESS) – SuperEnalotto rende milionaria la Lombardia con un 6 del valore di 223,2 milioni di euro. La vincita del Jackpot è stata realizzata a La Valletta Brianza (LC) presso il punto di vendita Sisal al Chicherin situato in via Milano, 36. È la prima vincita con punti sei del 2026, il montepremi più alto al mondo, il secondo montepremi più alto di sempre e il decimo assegnato alla Lombardia. La sestina vincente è stata: 8-13-16-52-64-70 Jolly 17- SuperStar 21. Il Jackpot è stato centrato con una schedina da 5 euro. Con quella di stasera sono 119 i Jackpot assegnati dalla nascita del SuperEnalotto ad oggi.

Centrato anche un “5+1” da 489.760,75 euro. Il jackpot stimato a disposizione del “6” per il prossimo concorso è pari a 26.500.000,00 euro.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Di Battista partito da Cuba, arrivo in Italia previsto per domani pomeriggio

Di Battista partito da Cuba, arrivo in Italia previsto per domani pomeriggio

ROMA (ITALPRESS) – L’ex deputato M5S Alessandro Di Battista – secondo quanto si apprende – è partito con un volo sanitario da L’Avana per fare rientro in Italia. L’arrivo dovrebbe essere previsto per domani pomeriggio. Mentre si trovava a Cuba per realizzare un reportage, il 28 agosto scorso era stato ricoverato a causa di un forte mal di testa, prima Santa Clara e poi a L’Avana. Dopo un primo tentativo di rientro il 4 settembre, a causa del peggioramento delle condizioni, i medici avevano deciso di intervenire operandolo.

Due giorni fa l’associazione Schierarsi, fondata da Di Battista, aveva aggiornato sul suo stato di salute dicendo che si trovava nel reparto di terapia intensiva dell’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras, senza però aggiungere dettagli su diagnosi e prognosi.

Il presidente dell’associazione Schierarsi, Luca di Giuseppe, su Instagram scrive: “Buon rientro, fratello mio. Ci rivediamo a Roma tra qualche ora. Grazie ancora a tutti i medici cubani che si sono presi cura di Alessandro in queste giornate infinite”, postando la foto dell’aeroambulanza con cui è partito da Cuba l’ex pentastellato.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Trump ricorda l’11 settembre e lo collega alla guerra con l’Iran: “Combattiamo per vincere”

Trump ricorda l’11 settembre e lo collega alla guerra con l’Iran: “Combattiamo per vincere”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il ricordo dell’11 settembre e la guerra in corso contro l’Iran si sono intrecciati nel discorso pronunciato dal presidente Donald Trump al Pentagono, nel corso della cerimonia per il 25° anniversario degli attentati terroristici del 2001.

Davanti alle famiglie delle vittime, ai vertici militari e ai membri dell’amministrazione, Trump ha ricordato le quasi 3.000 persone uccise negli attacchi, collegando la memoria di quel giorno alla minaccia rappresentata oggi, secondo le sue parole, dalla Repubblica islamica dell’Iran. “Salutiamo i membri del servizio che stanno lavorando proprio in questo momento per garantire che lo sponsor numero uno al mondo del terrore, la Repubblica islamica dell’Iran, non abbia mai un’arma nucleare”, ha detto Trump, rivolgendosi idealmente ai militari impegnati nel conflitto.

Un passaggio che ha riportato l’attualità geopolitica al centro di una cerimonia dedicata principalmente alla memoria delle vittime dell’11 settembre. “Non abbiamo scelta. Può esserci solo la vittoria. Combattiamo con il cuore, combattiamo per vincere”, ha aggiunto il presidente, prima di tornare a sottolineare il significato della commemorazione e il sacrificio di quanti persero la vita 25 anni fa. Trump ha ricordato in particolare le 184 persone morte al Pentagono dopo che il volo American Airlines 77 si schiantò contro l’edificio alle 9.37 dell’11 settembre 2001. Il Dipartimento della Difesa conferma che l’impatto provocò gravi danni e incendi nella struttura.

Nel suo discorso Trump ha ripercorso anche le storie personali di alcune delle vittime, soffermandosi sui passeggeri del volo 77, sui dipendenti del Pentagono e sui soccorritori intervenuti subito dopo l’impatto. Nel complesso, gli attentati dell’11 settembre causarono la morte di quasi 3.000 persone e segnarono una svolta nella storia degli Stati Uniti. “Non dimenticheremo mai”, ha ripetuto Trump, ricordando anche le vittime delle Torri Gemelle e quelle del volo United Airlines 93, precipitato in Pennsylvania dopo che i passeggeri tentarono di riprendere il controllo dell’aereo.

Il presidente ha richiamato la celebre frase pronunciata da Todd Beamer, “Let’s roll”, diventata uno dei simboli della reazione americana agli attentati. Trump ha quindi ricordato come, nelle ore e nei giorni successivi agli attacchi, il Paese si fosse raccolto attorno alle vittime e ai loro familiari. “Eravamo tutti newyorkesi, tutti americani, tutti una famiglia, tutti patrioti”, ha detto, sottolineando la risposta della popolazione di fronte alla tragedia.

Un altro momento del discorso è stato dedicato alla bandiera americana issata sul Pentagono il 12 settembre 2001 dai vigili del fuoco Joseph Morabito, Scott Morgan e Carl Solved. Per Trump, quel gesto rappresentò una delle immagini della reazione di un Paese colpito nel cuore ma determinato a reagire.

Il presidente ha poi parlato dei 25 anni trascorsi dagli attentati e della generazione di militari che ha prestato servizio nella lunga guerra al terrorismo. “Il mondo non è mai tornato al modo in cui era prima dell’11 settembre”, ha osservato, ricordando il cambiamento prodotto dagli attacchi sulla sicurezza nazionale e sulla società americana. Nel discorso è entrata anche la storia della famiglia Stackpole, utilizzata da Trump per sottolineare come la memoria dell’11 settembre non sia soltanto legata al campo di battaglia, ma anche alle famiglie che hanno dovuto continuare a vivere dopo la perdita dei propri cari. “La risposta finale alle atrocità non si trova su un campo di battaglia straniero, ma nei cuori delle famiglie”, ha detto.

Trump ha quindi riportato il discorso sul presente, tornando a parlare dei militari impegnati contro l’Iran. “Salutiamo il servizio dei membri delle nostre forze armate che stanno lavorando proprio in questo momento”, ha affermato, ribadendo che l’obiettivo americano è impedire a Teheran di dotarsi di un’arma nucleare.

Il riferimento all’Iran è stato ripreso anche dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha aperto il suo intervento ricordando le 184 persone uccise al Pentagono. “A quest’ora, 25 anni fa, terroristi islamici uccisero 184 americani proprio qui al Pentagono”, ha detto Hegseth, ricordando anche le vittime di New York e del volo 93. Hegseth ha sottolineato il ruolo dei soccorritori che quel giorno corsero verso il fuoco mentre altri cercavano di allontanarsi dall’edificio. “Hanno guardato la morte negli occhi e non hanno battuto ciglio”, ha affermato, definendo l’11 settembre il giorno più buio ma sostenendo che il terrorismo non ebbe l’ultima parola. Il segretario alla Difesa ha quindi collegato direttamente la memoria dell’11 settembre alle operazioni militari attuali.

Secondo Hegseth, negli ultimi sei mesi gli Stati Uniti hanno colpito duramente quello che ha definito il più prolifico sponsor statale del terrorismo, combattendo contro la teocrazia islamica iraniana. Ha parlato dell’eliminazione di esponenti della leadership, della distruzione delle capacità militari iraniane e del controllo americano dello Stretto di Hormuz. “Controlliamo lo Stretto. Finiremo questa guerra”, ha detto Hegseth, sostenendo inoltre che l’Iran non sarà lasciato in condizione di sviluppare un’arma nucleare. Nel corso della cerimonia è intervenuto anche il generale Dan Caine, presidente degli Stati maggiori riuniti, che ha invitato gli americani a onorare la memoria delle vittime attraverso “atti disinteressati di compassione e di coraggio reciproco e verso i nostri concittadini americani”.

“Oggi non è solo una storia di perdita. È anche una storia di grande coraggio americano, servizio altruista e di coloro che hanno scelto di portare avanti quei ricordi”, ha aggiunto Caine. Trump ha concluso il suo intervento tornando sul significato dell’anniversario. L’11 settembre, ha detto, ha mostrato la terribile potenza dell’odio, ma i 25 anni trascorsi da allora hanno dimostrato anche la capacità degli americani di resistere, andare avanti e prevalere. “Oggi il nostro Paese è più forte che mai”, ha affermato il presidente.

(ITALPRESS).

Agricoltura, Meloni “No agli accordi di libero scambio con nazioni che non rispettano i tuoi stessi standard”

Agricoltura, Meloni “No agli accordi di libero scambio con nazioni che non rispettano i tuoi stessi standard”

ROMA (ITALPRESS) – “Il tema degli accordi di libero scambio risponde a questa necessità”, ovvero avere regole base di banale buon senso: non si possono fare accordi di libero scambio con nazioni che non rispettano i tuoi stessi standard, o abbassi il tuo standard e non è ciò che noi vogliamo fare in Italia, oppure devi difendere quello standard perché noi competiamo sulla qualità e abbiamo il dovere di difenderla”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla seconda edizione del Festival Internazionale del Riso a Vercelli. 

“In Europa continuiamo a combattere la battaglia per avere risorse adeguate al settore dell’agricoltura – ha proseguito Meloni – Rispetto al prossimo bilancio europeo era stata fatta una proposta che tagliava i fondi alla Pac; abbiamo ripristinato con una battaglia italiana quei fondi, non perché pensiamo che l’Europa non debba investire in competitività, ma perché pensiamo che non sarebbe intelligente considerare l’agricoltura alternativa alla competitività, proprio perché l’Ue e l’Italia competono soprattutto in agricoltura. Non sarebbe intelligente considerare la competitività della nostra agricoltura alternativa all’autonomia strategica perché in un tempo nel quale siamo esposti su tutti, su quello che mangiamo non siamo ancora esposti e non vogliamo diventarlo”.

 “Dobbiamo continuare a combattere la battaglia più difficile che è quella contro i miliardi di euro di prodotti che vengono venduti nel mondo e spacciati come se fossero italiani, perché l’Italian sounding non è concorrenza è un furto ai danni dei nostri produttori che non possiamo continuare a consentire”, ha concluso.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).