Truffa dei falsi carabinieri, due arresti a Roma

Truffa dei falsi carabinieri, due arresti a Roma

ROMA (ITALPRESS) – Prima una telefonata al marito per allontanarlo da casa, poi una seconda alla moglie rimasta sola e infine un sedicente “assistente del giudice” incaricato di ritirare i gioielli: è il copione di una truffa sventata dalla Polizia di Stato del IX Distretto Esposizione, che ha arrestato due giovani originari dell’hinterland napoletano, gravemente indiziati di truffa aggravata in concorso. A insospettire gli agenti è stata un’auto a noleggio notata in zona largo Bacigalupo. A bordo un giovane, raggiunto poco dopo da un complice. Durante il tragitto, uno dei due si sarebbe cambiato d’abito. Fermata la vettura, gli agenti hanno trovato nascosto negli slip un involucro con gioielli in oro e argento, collane di perle, orecchini e altri preziosi. Gli investigatori hanno quindi ricostruito il raggiro: un falso carabiniere avrebbe convinto il marito ad allontanarsi con la scusa della clonazione della targa dell’auto. La moglie sarebbe stata poi contattata da un complice, che le avrebbe raccontato del presunto coinvolgimento del marito in una rapina, chiedendole di consegnare i gioielli di casa per evitare conseguenze. Il bottino sarebbe stato infine ritirato dal sedicente “assistente del giudice”, ma l’intervento degli agenti ha fatto saltare il piano. In manette sono finiti due giovani, originari dell’hinterland partenopeo, ora gravemente indiziati, in concorso tra loro, del reato di truffa aggravata.

col4/mca1

(Fonte video: Polizia di Stato)

Truffa dei falsi Carabinieri a Roma, due arresti / Video

Truffa dei falsi Carabinieri a Roma, due arresti / Video

ROMA (ITALPRESS) – Prima una telefonata al marito per allontanarlo da casa, poi una seconda alla moglie rimasta sola e infine un sedicente “assistente del giudice” incaricato di ritirare i gioielli: è il copione di una truffa sventata dalla Polizia di Stato del IX Distretto Esposizione, che ha arrestato due giovani originari dell’hinterland napoletano, gravemente indiziati di truffa aggravata in concorso. A insospettire gli agenti è stata un’auto a noleggio notata in zona largo Bacigalupo. A bordo un giovane, raggiunto poco dopo da un complice. Durante il tragitto, uno dei due si sarebbe cambiato d’abito. Fermata la vettura, gli agenti hanno trovato nascosto negli slip un involucro con gioielli in oro e argento, collane di perle, orecchini e altri preziosi.

Gli investigatori hanno quindi ricostruito il raggiro: un falso carabiniere avrebbe convinto il marito ad allontanarsi con la scusa della clonazione della targa dell’auto. La moglie sarebbe stata poi contattata da un complice, che le avrebbe raccontato del presunto coinvolgimento del marito in una rapina, chiedendole di consegnare i gioielli di casa per evitare conseguenze. Il bottino sarebbe stato infine ritirato dal sedicente “assistente del giudice”, ma l’intervento degli agenti ha fatto saltare il piano. In manette sono finiti due giovani, originari dell’hinterland partenopeo, ora gravemente indiziati, in concorso tra loro, del reato di truffa aggravata.

– foto ufficio stampa Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

Rapine in tre uffici postali a Roma, due arresti

Rapine in tre uffici postali a Roma, due arresti

ROMA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato ha chiuso il cerchio su due uomini, un 52enne catanese e un 68enne romano, ritenuti responsabili di almeno tre rapine, tentate o consumate, ai danni di uffici postali della Capitale tra il 2023 e il 2024. Entrambi, già detenuti per altri reati, sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e condotta dalla Squadra Mobile e dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica, ha preso in esame una serie di colpi caratterizzati da modalità esecutive molto simili. Le rapine venivano messe a segno nelle prime ore di apertura degli sportelli, da uno o due malviventi che prestavano particolare attenzione a nascondere i propri tratti somatici. In alcuni casi uno dei rapinatori si sarebbe travestito da addetto di supermercato, indossando un camice bianco con il marchio di una nota catena, copricapo, mascherina chirurgica e occhiali da sole. In altri avrebbe utilizzato vistose cuffie audio per assumere l’aspetto di un giovane cliente. Gli episodi contestati si sono verificati nelle zone di Casal dè Pazzi, Gregorio VII e Conca d’Oro. Proprio quest’ultimo assalto ha dato una svolta alle indagini: il 52enne sarebbe entrato nell’ufficio postale armato di pistola, intimando ai dipendenti di aprire la cassaforte, ma è stato arrestato in flagranza dopo una segnalazione al 112. Fondamentali per gli investigatori si sono rivelate le immagini delle videocamere di sorveglianza, che hanno permesso di individuare dettagli utili all’identificazione, tra cui un cerotto applicato su una mano per coprire un tatuaggio. Il tracciamento di un’auto presa a noleggio, utilizzata per i sopralluoghi e le rapine, ha inoltre consentito di ricostruire il ruolo del 68enne, ritenuto il supporto esterno del complice.

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(Fonte video: Polizia di Stato)

Rapine a uffici postali di Roma, malviventi incastrati dalle telecamere: due arresti / Video

Rapine a uffici postali di Roma, malviventi incastrati dalle telecamere: due arresti / Video

ROMA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato ha chiuso il cerchio su due uomini, un 52enne catanese e un 68enne romano, ritenuti responsabili di almeno tre rapine, tentate o consumate, ai danni di uffici postali della Capitale tra il 2023 e il 2024. Entrambi, già detenuti per altri reati, sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e condotta dalla Squadra Mobile e dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica, ha preso in esame una serie di colpi caratterizzati da modalità esecutive molto simili. Le rapine venivano messe a segno nelle prime ore di apertura degli sportelli, da uno o due malviventi che prestavano particolare attenzione a nascondere i propri tratti somatici. In alcuni casi uno dei rapinatori si sarebbe travestito da addetto di supermercato, indossando un camice bianco con il marchio di una nota catena, copricapo, mascherina chirurgica e occhiali da sole. In altri avrebbe utilizzato vistose cuffie audio per assumere l’aspetto di un giovane cliente.

Gli episodi contestati si sono verificati nelle zone di Casal dè Pazzi, Gregorio VII e Conca d’Oro. Proprio quest’ultimo assalto ha dato una svolta alle indagini: il 52enne sarebbe entrato nell’ufficio postale armato di pistola, intimando ai dipendenti di aprire la cassaforte, ma è stato arrestato in flagranza dopo una segnalazione al 112. Fondamentali per gli investigatori si sono rivelate le immagini delle videocamere di sorveglianza, che hanno permesso di individuare dettagli utili all’identificazione, tra cui un cerotto applicato su una mano per coprire un tatuaggio. Il tracciamento di un’auto presa a noleggio, utilizzata per i sopralluoghi e le rapine, ha inoltre consentito di ricostruire il ruolo del 68enne, ritenuto il supporto esterno del complice.

– foto ufficio stampa Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

Policlinico Gemelli e Kawasaki firmano un’intesa sulla robotica digitale

Policlinico Gemelli e Kawasaki firmano un’intesa sulla robotica digitale

ROMA (ITALPRESS) – Kawasaki ha sottoscritto un Memorandum d’intesa con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. Il MoU definisce un quadro di riferimento per esplorare forme di collaborazione nello sviluppo di soluzioni sanitarie di nuova generazione, basate sulla robotica medicale, sulla robotica a supporto dei processi sanitari e sulle tecnologie di trasformazione digitale applicate alla sanità, in cooperazione con il centro Kawasaki per l’innovazione e la ricerca e sviluppo con sede a Strasburgo, in Francia, Kawasaki Innovation Centre Europe SAS.

Il MoU riflette l’impegno condiviso delle parti a promuovere l’innovazione in sanità, accrescere l’eccellenza medica e affrontare le sfide sociali attraverso il miglioramento dei percorsi clinici dei pazienti e l’ottimizzazione delle risorse grazie alle nuove tecnologie robotiche e digitali.

In questo quadro, Kawasaki e il Policlinico Universitario Gemelli collaboreranno allo sviluppo congiunto di soluzioni sanitarie di nuova generazione volte a migliorare la presa in carico dei pazienti. L’accordo prevede anche la creazione all’interno dell’ospedale di un hub permanente di sviluppo congiunto, a supporto delle attività di sviluppo, dei progetti proof of concept e delle relative iniziative di validazione.

Nell’ambito della propria visione per il settore sanitario, “Co-Creating the Future of Healthcare”, nel marzo 2026 Kawasaki ha avviato le attività di KIC-EU per favorire la creazione di nuove soluzioni e configurazioni ottimali destinate ai contesti sanitari e assistenziali. Attraverso questo hub di innovazione, Kawasaki intende contribuire al progresso della sanità globale, riunendo persone, imprese e organizzazioni diverse affinché collaborino, sperimentino idee e generino nuovo valore.

KIC-EU promuove attualmente lo sviluppo di soluzioni calibrate sulle esigenze locali attraverso la co-creazione con professionisti sanitari, operatori dell’assistenza, imprese dotate di tecnologie avanzate e istituzioni di ricerca di tutta Europa. Come primo passo, Kawasaki punta a creare e fornire “soluzioni integrate one-stop” che combinino prodotti e tecnologie del Gruppo Kawasaki Heavy Industries, tra cui il sistema robotico chirurgico hinotori, Nyokkey robot semi-umanoide, il robot FORRO per le consegne in ambienti interni e la soluzione di posizionamento indoor e outdoor mapxus Driven by Kawasaki, insieme a tecnologie di intelligenza artificiale e da remoto.

Attraverso queste iniziative, Kawasaki intende affrontare sfide quali il miglioramento dell’efficienza operativa nella gestione ospedaliera, liberando risorse del sistema da investire nel miglioramento delle cure e dell’accesso alle cure per i pazienti.

Lavorando a stretto contatto con i professionisti sanitari in contesti clinici reali, Kawasaki porterà avanti un ciclo continuo di sviluppo, applicazione e validazione sul campo, perfezionamento e ulteriore sviluppo. Con questo approccio, la Società mira a creare un valore che risponda concretamente alle esigenze degli ambienti sanitari e ad accelerarne l’applicazione pratica nella società.

La collaborazione prevista con il Policlinico Universitario Gemelli rappresenta la prima partnership tra KIC-EU e un’istituzione sanitaria europea. In futuro, Kawasaki lavorerà con il Policlinico Universitario Gemelli per realizzare la propria visione di soluzioni sanitarie integrate one-stop, valorizzando tecnologie e prodotti del Gruppo Kawasaki Heavy Industries, tra cui hinotori e Forro.

-Foto ufficio stampa Gemelli-
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Si libera del braccialetto e incendia negozio ex compagna, arrestato a Roma

Si libera del braccialetto e incendia negozio ex compagna, arrestato a Roma

ROMA (ITALPRESS) – All’apice di una lunga escalation di violenze, minacce ed atti persecutori nei confronti della ex compagna, ha incendiato il negozio del Fleming nel quale la vittima lavorava. L’uomo, un trentacinquenne romano, è stato individuato dalla Polizia di Stato, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Roma, e accompagnato in carcere in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip presso il Tribunale di Roma.
L’incendio, appiccato pochi giorni prima dello scorso ferragosto, intorno alle tre di notte, aveva distrutto un esercizio commerciale e l’appartamento sovrastante che, per mero caso fortuito, era in quel momento disabitato.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del XV Distretto Ponte Milvio, coordinati dai pm di Palazzo Clodio, l’episodio si sarebbe verificato al culmine di una persistente sequenza di comportamenti vessatori ed intimidatori nei confronti della donna, che, nel tempo, avevano già determinato l’intervento dell’Autorità giudiziaria a tutela di quest’ultima.
L’uomo, infatti, già sottoposto lo scorso giugno al divieto di avvicinamento all’ex compagna, aggravato dall’applicazione del braccialetto elettronico, se ne sarebbe liberato proprio in una fascia temporale evidentemente compatibile con quella in cui sarebbe stata posta in essere l’azione criminosa ai danni dell’esercizio commerciale. Le indagini, sviluppate attraverso una attenta attività di riscontro e l’analisi degli elementi raccolti nell’immediatezza dei fatti, hanno consentito di ricostruire il quadro indiziario a carico dell’indagato e di delinearne la presunta responsabilità in relazione all’episodio.
Il giudice per le indagini preliminari, condividendo le risultanze investigative, ha disposto nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere. Sono stati gli stessi agenti del Distretto Ponte Milvio a dare esecuzione all’ordinanza, conducendo l’indagato nel carcere di Regina Coeli.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
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Dal 6 novembre a Roma al via la mostra “Eur – Una storia lunga 90 anni”

Dal 6 novembre a Roma al via la mostra “Eur – Una storia lunga 90 anni”

ROMA (ITALPRESS) – Dal 6 novembre 2026 al 7 febbraio 2027 il Palazzo Uffici dell’EUR, capolavoro dell’architettura razionalista e prima opera permanente ad essere completata nel vasto progetto dell’Esposizione Universale di Roma, ospita la mostra EUR – una storia lunga 90 anni, un grande progetto espositivo che racconta la storia di uno dei quartieri più emblematici e rappresentativi dell’architettura e dell’urbanistica del Novecento. Promossa e co-prodotta da EUR Spa che la ospita negli spazi di Palazzo Uffici, in occasione dei 90 anni dalla fondazione dell’EUR, curata da Alessandro Nicosia e Marco Pizzo, organizzata e prodotta da COR – Creare Organizzare Realizzare, la mostra fa parte delle iniziative promosse da EUR Spa e si avvale dei patrocini e del supporto di Ministero della Cultura, Archivio Centrale di Stato, Roma Capitale, Regione Lazio, Confindustria, Unindustria, Istituto Luce Cinecittà, Almaviva Group, Camera di Commercio di Roma, Banca del Fucino, Enpaia e Palombini. L’esposizione, realizzata in occasione dei 90 anni dalla fondazione dell’Ente Esposizione Universale di Roma, istituito nel dicembre 1936, ripercorre la nascita dell’EUR, le trasformazioni che ne hanno segnato la storia e le figure che hanno contribuito alla sua realizzazione e alla sua odierna identità. Attraverso fotografie, documenti storici, progetti, bozzetti, materiali d’archivio, filmati d’epoca ed installazioni immersive, la mostra racconta la nascita di un quartiere unico ed esemplare nella storia di Roma: l’EUR.

– foto Eur spa –

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Cruenta rapina in un’abitazione nel centro di Roma, 4 arresti

Cruenta rapina in un’abitazione nel centro di Roma, 4 arresti

ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip, nei confronti di 4 soggetti – un 34enne e un 69enne di Roma, un 46enne di origini bosniache e una 38enne albanese – accusati, a vario titolo, di aver preso parte nel febbraio 2024 a una rapina in un’abitazione, con il volto coperto e armati.

L’indagine, coordinata dai magistrati del Dipartimento Criminalità diffusa e grave della Procura della Repubblica di Roma e sviluppata dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Piazza Dante, trae origine da una cruenta rapina in abitazione consumatasi nel febbraio 2024 nel rione Monti.

In quella circostanza, tre individui con il volto coperto, uno dei quali armato, fecero irruzione nell’abitazione, cogliendo di sorpresa i due residenti, immobilizzandoli con fascette da elettricista sui polsi nonché nastro adesivo sugli occhi e sulle caviglie e sottraendo gioielli di particolare pregio, per un valore stimato in circa 100mila euro, oltre a vari dispositivi elettronici.

I Carabinieri hanno raccolto gravi elementi indiziari in ordine al fatto che un soggetto è indiziato di essere il “basista”, fornendo indicazioni logistiche sul luogo dove eseguire la rapina, e altri tre soggetti sono gravemente indiziati di essere gli esecutori materiali, introducendosi nell’abitazione della coppia, sotto la minaccia di una pistola, nonché di tagliare un dito sia all’uomo che alla donna presenti in casa. Il giorno successivo ai fatti, la localizzazione di uno dei telefoni sottratti ha consentito ai Carabinieri di individuarne la presenza all’interno del bauletto di uno scooter in uso a uno degli indagati.

Tale rinvenimento ha permesso di avviare immediati approfondimenti sul mezzo e sul suo proprietario, procedendo al sequestro dello smartphone e alla successiva acquisizione forense dei dati in esso contenuti. L’analisi del materiale informatico, unitamente all’attività tecnica di intercettazione avviata nelle fasi successive, ha consentito di delineare un quadro investigativo più ampio e gli elementi raccolti dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Piazza Dante, e vagliati dalla Procura della Repubblica, hanno condotto alla richiesta da parte del Tribunale all’emissione della misura cautelare, ritenuta proporzionata alla gravità dei fatti e alla pericolosità del contesto complessivo emerso nel corso delle indagini.

Contestualmente all’esecuzione degli arresti, sono state effettuate perquisizioni locali presso le abitazioni e i luoghi nella disponibilità degli indagati, che hanno consentito di rinvenire più di 18.000 euro in banconote di medio taglio, un quaderno per la contabilizzazione di verosimili debiti da riscuotere, 62 assegni da incassare per un importo complessivo superiore a 230.000 euro, 30 pietre di colore verde riconducibili alla tipologia smeraldo e un dispositivo elettronico di controllo diamanti, tutto sottoposto a sequestro. L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto ai reati predatori e alle forme più aggressive di criminalità urbana, che rappresentano una delle priorità operative del Comando Provinciale Carabinieri di Roma, con particolare attenzione a quelle condotte che incidono sulla sicurezza reale e sulla percezione dei cittadini che vivono e lavorano nel centro storico della città.

– Foto ufficio stampa Carabinieri –

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Villa Adriana, nell’area dell’Anfiteatro riaffiora una testimonianza del fulgur conditum

Villa Adriana, nell’area dell’Anfiteatro riaffiora una testimonianza del fulgur conditum

TIVOLI (ROMA) (ITALPRESS) – A Villa Adriana le indagini archeologiche continuano a riportare alla luce testimonianze capaci di arricchire di nuovi significati i luoghi della residenza imperiale. Nell’area del cosiddetto Anfiteatro, nell’ambito delle indagini che il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo conduce, su concessione del Ministero della Cultura e in collaborazione con l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, è stata rinvenuta un’iscrizione relativa a un fulgur submanium: un fulmine attribuito a Summano, la divinità romana dei fulmini notturni.

Il ritrovamento è particolarmente significativo perché la lastra iscritta è ancora nella sua posizione originaria, inserita nella struttura cui apparteneva. Secondo gli archeologi, il complesso è collegato alla sacralizzazione rituale del luogo colpito dal fulmine e la struttura potrebbe costituire il segnacolo o la delimitazione di un bidental, lo spazio sacro connesso a questo tipo di evento. Nel mondo romano il luogo raggiunto dalla folgore era infatti considerato religiosus, consacrato dall’intervento della divinità: le tracce materiali colpite dal fulmine venivano raccolte e deposte nella terra, accompagnate da formule rituali e sacrifici. È a questa pratica di deposizione e sepoltura che si riferisce l’espressione fulgur conditum.

“Questa scoperta ci restituisce una testimonianza rara e di straordinaria forza evocativa della religiosità romana: il segno lasciato da un fulmine e il rito attraverso il quale il luogo colpito veniva riconosciuto come appartenente alla sfera divina. È un tema profondamente radicato nella cultura antica, tornato con forza alla nostra attenzione grazie agli straordinari ritrovamenti del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, dove un fulmine in bronzo, deposto insieme a una freccia in selce, ha restituito una suggestiva traccia del rito del fulgur conditum. Villa Adriana aggiunge oggi un nuovo, eccezionale tassello a questo orizzonte religioso, ancora conservato nel suo contesto originario. È la capacità dell’archeologia di restituirci, attraverso le tracce materiali, pensieri, riti e forme della relazione con il divino. Ringrazio gli archeologi dell’Università di Urbino e dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este per una scoperta che amplia in modo significativo la conoscenza di uno dei luoghi più straordinari del patrimonio italiano”, dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ieri si è recato sul luogo del rinvenimento.

Alla visita erano presenti anche il direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este Alberto Samonà, il sindaco di Tivoli Marco Innocenzi, e gli archeologi impegnati nella ricerca, guidati dal direttore dello scavo, Fabio Giorgio Cavallero. La scoperta è avvenuta in un settore compreso tra il cosiddetto Anfiteatro e il banco di tufo. Qui gli archeologi hanno messo in luce una piccola struttura quadrangolare, realizzata con elementi di tufo legati da malta, sul cui fronte è ancora inserita la lastra di marmo iscritta, di 40 per 35 centimetri.

Sulla lastra, in due righe di lettere capitali, si legge integralmente: FVLGVR SVBMANIVM. La formula indica dunque un fulmine notturno riferito a Summano. Le fonti antiche distinguevano infatti le folgori diurne, attribuite a Giove, da quelle notturne, ricondotte a Summano, dio del cielo e dei fulmini notturni. Il significato del rinvenimento va però oltre le parole incise sulla lastra: per i Romani la caduta del fulmine segnava l’irruzione del divino nello spazio degli uomini e rendeva quel luogo religiosus, sottraendolo alla sua condizione ordinaria.

“Questa scoperta – sottolinea il direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, Alberto Samonà – sposta l’attenzione dalle grandi architetture alla sfera più intima della religiosità romana. Ritrovare il segno materiale della sacralizzazione di un luogo colpito da un fulmine ci permette di toccare con mano le meticolose procedure rituali del tempo. È un risultato di straordinario valore scientifico, per il quale sono grato al lavoro del professor Cavallero, direttore dello scavo, e all’équipe dell’Ateneo di Urbino, condotto in proficua sinergia con i nostri archeologi dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este. La ricerca archeologica nelle VILLAE di Tivoli si conferma preziosa per svelare non solo le forme del potere, ma l’intera grammatica culturale, antropologica e religiosa del mondo antico”.

“Il Dipartimento di Eccellenza DISTUM – evidenzia la professoressa Berta Martini, direttrice del Dipartimento di Studi Umanistici – sostiene questo scavo fin dal suo avvio, riconoscendone il valore per la ricerca e la formazione degli studenti tanto sul campo quanto nei laboratori di UniUrb dedicati. L’eccezionale rinvenimento conferma l’importanza della collaborazione tra l’Università di Urbino, il Ministero della Cultura e l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este. Il Dipartimento continuerà a sostenere le indagini e lo studio dei rinvenimenti, anche attraverso le attività del laboratorio di Imaging for Humanities e l’impiego delle nuove tecnologie in ambito archeologico”.

“Il rinvenimento dell’iscrizione FVLGVR SVBMANIVM, ancora conservata nella sua posizione originaria – spiega il professor Fabio Giorgio Cavallero, direttore dello scavo – costituisce un dato di eccezionale importanza. Il rapporto stratigrafico tra il fulgur conditum, la rasatura del palazzo rinvenuto nell’area del cosiddetto Anfiteatro nel 2024 e il seppellimento delle sue strutture potrà chiarire la sequenza che condusse alle trasformazioni di tutta l’area monumentale. La scoperta apre nuove prospettive sulla storia di questo settore di Villa Adriana e sul ruolo del rituale del fulgur conditum nella riorganizzazione degli spazi”.

“La ricerca archeologica a Villa Adriana – aggiungono Viviana Carbonara, funzionario responsabile delle concessioni di scavo, e Sergio Del Ferro, funzionario responsabile di Villa Adriana – è fondamentale per continuare a conoscere un sito che ha ancora molto da dire. Le concessioni attualmente in corso, insieme alle indagini direttamente promosse dall’Istituto che prenderanno avvio nei prossimi mesi, stanno restituendo risultati inediti e, in alcuni casi, assolutamente inattesi. La scoperta dell’iscrizione dedicata al fulgur submanium dimostra ancora una volta come lo scavo possa aprire nuove prospettive di conoscenza e contribuire a riscrivere pagine della storia del sito, restituendone la complessità e la straordinaria ricchezza culturale”.

– Foto ufficio stampa MiC –

(ITALPRESS).