Paesi BRICS “Serve massima moderazione per evitare un’escalation in Medio Oriente”

Paesi BRICS “Serve massima moderazione per evitare un’escalation in Medio Oriente”

NUOVA DELHI (INDIA) (ITALPRESS) – “Esprimiamo profonda preoccupazione per la continua escalation delle tensioni in Medio Oriente e invitiamo a esercitare la massima moderazione, evitando azioni che potrebbero ulteriormente aggravare la situazione”. È quanto si legge nella dichiarazione adottata all’unanimità dai Paesi BRICS al termine del primo giorno del vertice annuale dei leader a Nuova Delhi.

I Paesi BRICS hanno promosso il dialogo e la diplomazia “verso un’intesa a lungo termine che contribuisca a una pace, una sicurezza e una stabilità durature nella regione”. “Sottolineiamo la necessità di collaborare per mantenere un flusso regolare degli scambi commerciali globali, delle catene di approvvigionamento e dell’energia, in conformità con il diritto internazionale applicabile”, si legge nella dichiarazione.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Cina: volo in tuta alare sul monte Tianmen

Cina: volo in tuta alare sul monte Tianmen

La 12esima edizione del Campionato mondiale di volo in tuta alare della World Wingsuit League (WWL) è in corso dal 6 al 12 settembre sul monte Tianmen, nella provincia centrale cinese dello Hunan.
Sedici atleti provenienti da 11 Paesi si sfidano nella gara di velocità e in quella di precisione.
Guarda il video per vivere l’emozione della “Formula 1 dei cieli”. (XINHUA/ITALPRESS) mec/fsc (Fonte video: Xinhua)

Treno deraglia in Normandia, 44 feriti. Prende corpo l’ipotesi sabotaggio

Treno deraglia in Normandia, 44 feriti. Prende corpo l’ipotesi sabotaggio

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Prende corpo in Francia la pista di un possibile atto doloso dietro il deragliamento del TER Rouen-Caen avvenuto venerdì sera nei pressi di Cléon, in Normandia. Secondo quanto riferito da diversi media francesi, gli investigatori avrebbero trovato sui binari un elemento metallico, che potrebbe essere un pezzo di rotaia, collocato sulla linea prima del passaggio del convoglio. Il treno, sul quale viaggiavano 186 persone, è deragliato intorno alle 19.45.

Il bilancio aggiornato è di 44 feriti: una ragazza di 18 anni è stata trasportata in ospedale in condizioni gravi, mentre gli altri passeggeri hanno riportato ferite meno serie. Secondo le prime ricostruzioni, il treno viaggiava a circa 140 chilometri orari quando avrebbe urtato l’ostacolo. La procura di Rouen ha aperto un’inchiesta per accertare le cause dell’incidente. I test effettuati sul conducente per alcol e stupefacenti sono risultati negativi. Al momento, la pista del sabotaggio non è stata ufficialmente confermata dagli inquirenti.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

Trump a Dublino: “Mi piacerebbe vedere l’Irlanda unificata”. E sull’Iran: “La guerra finirà molto presto”

Trump a Dublino: “Mi piacerebbe vedere l’Irlanda unificata”. E sull’Iran: “La guerra finirà molto presto”

DUBLINO (IRLANDA) (ITALPRESS) – La guerra con l’Iran finirà “penso molto presto, probabilmente subito dopo le elezioni di midterm”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante una visita a Dublino. “Quando ciò accadrà, i prezzi del petrolio crolleranno”, ha assicurato. Il tycoon ha poi ribadito la sua posizione secondo cui “l’Iran non può avere un’arma nucleare”, definendola “molto semplice”.

“Non voglio creare problemi” ma “mi piacerebbe molto vedere” l’Irlanda “unificata”. Sarebbe un “grande successo per tutti” se ci fosse l’unificazione, ha aggiunto, “succederà prima o poi”. Il Regno Unito “avrà qualcosa da dire al riguardo, ovviamente, ma penso che sarebbe una cosa fantastica. Come può essere una cosa negativa?”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Attacchi incrociati tra Russia e Ucraina: raid di Mosca su Odessa, Kiev colpisce con droni due città russe

Attacchi incrociati tra Russia e Ucraina: raid di Mosca su Odessa, Kiev colpisce con droni due città russe

ODESSA (UCRAINA) (ITALPRESS) – La Russia ha lanciato un attacco aereo notturno su Odessa, danneggiando un grattacielo residenziale. Inizialmente, secondo l’aeronautica militare ucraina e l’amministrazione militare della città di Odessa, si sarebbero registrate tre persone ferite. Secondo quanto riporta l’agenzia ucraina Rbc, intorno alle 5 del mattino, l’aeronautica militare ucraina ha lanciato l’allarme su possibili lanci di missili da crociera Kalibr dal Mar Nero, nonché sulla minaccia dell’utilizzo di armi balistiche dalla Crimea. Poco dopo, sono emerse notizie di missili diretti verso diverse aree della regione di Odessa, tra cui Dobroslav, Chornomorske, Lymanka e Zatoka. Nella notte, poi, dei droni ucraini hanno attaccato due città russe, Tolyatti e Taganrog. Nel primo caso è stato preso di mira un impianto chimico strategico, mentre nella seconda città sono stati segnalati diversi incendi, tra cui uno in un aeroporto e uno in uno stabilimento automobilistico.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

Prossimo round di negoziati Israele-Libano a Roma rinviato a ottobre

Prossimo round di negoziati Israele-Libano a Roma rinviato a ottobre

BEIRUT (LIBANO) (ITALPRESS) – Un funzionario statunitense ha dichiarato che il prossimo round di negoziati tra Israele e Libano, previsto a Roma, è stato rinviato a ottobre. Lo riferiscono i media libanesi. Il funzionario, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha affermato che, sebbene i colloqui non si terranno come previsto a settembre, gli ambasciatori libanese e israeliano si incontreranno al Dipartimento di Stato a Washington la prossima settimana “per discutere degli sviluppi in corso e continuare ad attuare” l’accordo quadro raggiunto a giugno.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Trump ricorda l’11 settembre e lo collega alla guerra con l’Iran: “Combattiamo per vincere”

Trump ricorda l’11 settembre e lo collega alla guerra con l’Iran: “Combattiamo per vincere”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il ricordo dell’11 settembre e la guerra in corso contro l’Iran si sono intrecciati nel discorso pronunciato dal presidente Donald Trump al Pentagono, nel corso della cerimonia per il 25° anniversario degli attentati terroristici del 2001.

Davanti alle famiglie delle vittime, ai vertici militari e ai membri dell’amministrazione, Trump ha ricordato le quasi 3.000 persone uccise negli attacchi, collegando la memoria di quel giorno alla minaccia rappresentata oggi, secondo le sue parole, dalla Repubblica islamica dell’Iran. “Salutiamo i membri del servizio che stanno lavorando proprio in questo momento per garantire che lo sponsor numero uno al mondo del terrore, la Repubblica islamica dell’Iran, non abbia mai un’arma nucleare”, ha detto Trump, rivolgendosi idealmente ai militari impegnati nel conflitto.

Un passaggio che ha riportato l’attualità geopolitica al centro di una cerimonia dedicata principalmente alla memoria delle vittime dell’11 settembre. “Non abbiamo scelta. Può esserci solo la vittoria. Combattiamo con il cuore, combattiamo per vincere”, ha aggiunto il presidente, prima di tornare a sottolineare il significato della commemorazione e il sacrificio di quanti persero la vita 25 anni fa. Trump ha ricordato in particolare le 184 persone morte al Pentagono dopo che il volo American Airlines 77 si schiantò contro l’edificio alle 9.37 dell’11 settembre 2001. Il Dipartimento della Difesa conferma che l’impatto provocò gravi danni e incendi nella struttura.

Nel suo discorso Trump ha ripercorso anche le storie personali di alcune delle vittime, soffermandosi sui passeggeri del volo 77, sui dipendenti del Pentagono e sui soccorritori intervenuti subito dopo l’impatto. Nel complesso, gli attentati dell’11 settembre causarono la morte di quasi 3.000 persone e segnarono una svolta nella storia degli Stati Uniti. “Non dimenticheremo mai”, ha ripetuto Trump, ricordando anche le vittime delle Torri Gemelle e quelle del volo United Airlines 93, precipitato in Pennsylvania dopo che i passeggeri tentarono di riprendere il controllo dell’aereo.

Il presidente ha richiamato la celebre frase pronunciata da Todd Beamer, “Let’s roll”, diventata uno dei simboli della reazione americana agli attentati. Trump ha quindi ricordato come, nelle ore e nei giorni successivi agli attacchi, il Paese si fosse raccolto attorno alle vittime e ai loro familiari. “Eravamo tutti newyorkesi, tutti americani, tutti una famiglia, tutti patrioti”, ha detto, sottolineando la risposta della popolazione di fronte alla tragedia.

Un altro momento del discorso è stato dedicato alla bandiera americana issata sul Pentagono il 12 settembre 2001 dai vigili del fuoco Joseph Morabito, Scott Morgan e Carl Solved. Per Trump, quel gesto rappresentò una delle immagini della reazione di un Paese colpito nel cuore ma determinato a reagire.

Il presidente ha poi parlato dei 25 anni trascorsi dagli attentati e della generazione di militari che ha prestato servizio nella lunga guerra al terrorismo. “Il mondo non è mai tornato al modo in cui era prima dell’11 settembre”, ha osservato, ricordando il cambiamento prodotto dagli attacchi sulla sicurezza nazionale e sulla società americana. Nel discorso è entrata anche la storia della famiglia Stackpole, utilizzata da Trump per sottolineare come la memoria dell’11 settembre non sia soltanto legata al campo di battaglia, ma anche alle famiglie che hanno dovuto continuare a vivere dopo la perdita dei propri cari. “La risposta finale alle atrocità non si trova su un campo di battaglia straniero, ma nei cuori delle famiglie”, ha detto.

Trump ha quindi riportato il discorso sul presente, tornando a parlare dei militari impegnati contro l’Iran. “Salutiamo il servizio dei membri delle nostre forze armate che stanno lavorando proprio in questo momento”, ha affermato, ribadendo che l’obiettivo americano è impedire a Teheran di dotarsi di un’arma nucleare.

Il riferimento all’Iran è stato ripreso anche dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha aperto il suo intervento ricordando le 184 persone uccise al Pentagono. “A quest’ora, 25 anni fa, terroristi islamici uccisero 184 americani proprio qui al Pentagono”, ha detto Hegseth, ricordando anche le vittime di New York e del volo 93. Hegseth ha sottolineato il ruolo dei soccorritori che quel giorno corsero verso il fuoco mentre altri cercavano di allontanarsi dall’edificio. “Hanno guardato la morte negli occhi e non hanno battuto ciglio”, ha affermato, definendo l’11 settembre il giorno più buio ma sostenendo che il terrorismo non ebbe l’ultima parola. Il segretario alla Difesa ha quindi collegato direttamente la memoria dell’11 settembre alle operazioni militari attuali.

Secondo Hegseth, negli ultimi sei mesi gli Stati Uniti hanno colpito duramente quello che ha definito il più prolifico sponsor statale del terrorismo, combattendo contro la teocrazia islamica iraniana. Ha parlato dell’eliminazione di esponenti della leadership, della distruzione delle capacità militari iraniane e del controllo americano dello Stretto di Hormuz. “Controlliamo lo Stretto. Finiremo questa guerra”, ha detto Hegseth, sostenendo inoltre che l’Iran non sarà lasciato in condizione di sviluppare un’arma nucleare. Nel corso della cerimonia è intervenuto anche il generale Dan Caine, presidente degli Stati maggiori riuniti, che ha invitato gli americani a onorare la memoria delle vittime attraverso “atti disinteressati di compassione e di coraggio reciproco e verso i nostri concittadini americani”.

“Oggi non è solo una storia di perdita. È anche una storia di grande coraggio americano, servizio altruista e di coloro che hanno scelto di portare avanti quei ricordi”, ha aggiunto Caine. Trump ha concluso il suo intervento tornando sul significato dell’anniversario. L’11 settembre, ha detto, ha mostrato la terribile potenza dell’odio, ma i 25 anni trascorsi da allora hanno dimostrato anche la capacità degli americani di resistere, andare avanti e prevalere. “Oggi il nostro Paese è più forte che mai”, ha affermato il presidente.

(ITALPRESS).

Yemen, gli Houthi prendono il controllo dell’isola di Mayun e raggiungono Dhobab sullo stretto di Bab el-Mandeb

Yemen, gli Houthi prendono il controllo dell’isola di Mayun e raggiungono Dhobab sullo stretto di Bab el-Mandeb

SANA’A (YEMEN) (ITALPRESS) – La milizia Houthi ha raggiunto la città di Dhobab, situata direttamente sullo stretto di Bab el-Mandeb di fronte all’isola di Perim, secondo due fonti governative yemenite citate da al Arabiya. Un’altra fonte governativa ha riferito che i miliziani si sono dispiegati anche sull’isola strategica di Mayyun, al centro dello stretto.

Con l’intensificarsi degli attacchi Houthi, i miliziani hanno lanciato cinque missili balistici contro aree sparse a sud e a ovest della provincia di Taiz, provocando panico tra la popolazione e spingendo decine di famiglie alla fuga.

Secondo residenti locali, i missili sono partiti dal monte Oman, a est di Taiz, in direzione di Bab el-Mandeb, Hijat al-Abd e Ras al-Aara. Fonti di Al Hadath hanno inoltre segnalato due raid aerei contro siti vicino all’aeroporto di Mokha e altri due contro il porto della stessa città, dove sono divampati incendi.

Nel frattempo si aggravano le violazioni contro i civili nelle zone di Waziyah, Mawza e Hays (Hodeidah), dove è in corso una vasta ondata di sfollamenti. Campagne di arresti e incursioni nelle case hanno spinto oltre 150 famiglie ad abbandonare le proprie abitazioni e a dirigersi verso l’area di Bani Omar, a sud di Taiz, sotto controllo governativo. Sempre a Hodeidah, i Houthi hanno fatto irruzione nelle sedi di diverse organizzazioni umanitarie.

Dopo i rinnovati attacchi Houthi intorno a Mokha, le forze governative hanno riposizionato e rafforzato il proprio dispiegamento sulla costa occidentale, inviando rinforzi dalla città di Mokha verso la zona di Dhobab nella provincia di Taiz. Il Consiglio nazionale di difesa yemenita ha dichiarato ieri sera che qualsiasi avanzata sul campo “temporanea” dei Houthi non darà loro il diritto di imporre un fatto compiuto con la forza, sottolineando la capacità dello Stato e delle forze armate di riprendere l’iniziativa e proseguire l’”operazione di deterrenza” su tutti i fronti.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Qui New York! – L’11 Settembre, 25 anni dopo

Qui New York! - L'11 Settembre, 25 anni dopo

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – E’ dedicata al 25esimo anniversario dell’11 settembre 2001, l’attentato più grave subito dagli Stati Uniti nella sua storia la nuova puntata del format dell’Italpress Qui New York! Il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Claudio Pagliara, parla delle iniziative organizzate per ricordare le vittime della strage.

sat/azn

Ecuador, l’Ambasciatore d’Italia Davoli presenta per il Premio Giorgio Ambrosoli a Quito

Ecuador, l’Ambasciatore d’Italia Davoli presenta per il Premio Giorgio Ambrosoli a Quito

QUITO (ECUADOR) (ITALPRESS) – L’Ambasciatore d’Italia in Ecuador, Giovanni Davoli, ha aperto a Quito due eventi di presentazione del Premio Giorgio Ambrosoli. Secondo una nota dell’Ambasciata, l’incontro si è svolto alla presenza delle vedove e dei familiari dei procuratori ecuadoriani Suarez e Vasconez, vittime della violenza mafiosa, alla presenza del Presidente della Corte Nazionale di Giustizia, di Ricardo Morales, Difensore Pubblico Generale e del Procuratore Generale Leonardo Alarcon.

L’Ambasciatore ha ricordato come il sacrificio di uomini come Ambrosoli, Suarez e Vasconez, ci ricorda come l’impegno per la legalità e l’integrità appartiene a tutti gli attori non solo istituzionali ma anche della società civile.

Paolo Bertaccini, coordinatore del Premio Ambrosoli, ha anticipato il conferimento del Premio alla memoria postuma dei magistrati Suarez e Vasconez, nel corso del mese di ottobre presso l’ambasciata d’Italia in Quito.

-Foto ufficio stampa Ambasciata d’Italia in Ecuador-
(ITALPRESS).