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Supermercati siciliani nel mirino degli hacker, 20 punti vendita colpiti
Sarebbero circa 20 i punti vendita della grande distribuzione organizzata coinvolti dagli attacchi hacker ai sistemi di refrigerazione in Sicilia. È il dato fornito da Giovanni Arena, delegato responsabile di Federdistribuzione per l’Isola e amministratore delegato del gruppo Arena, che ricostruisce anche la modalità con cui sarebbero state realizzate le intrusioni informatiche. «Attraverso i call […] L'articolo Supermercati siciliani nel mirino degli hacker, 20 punti vendita colpiti proviene da 98zero.
Sarebbero circa 20 i punti vendita della grande distribuzione organizzata coinvolti dagli attacchi hacker ai sistemi di refrigerazione in Sicilia. È il dato fornito da Giovanni Arena, delegato responsabile di Federdistribuzione per l’Isola e amministratore delegato del gruppo Arena, che ricostruisce anche la modalità con cui sarebbero state realizzate le intrusioni informatiche.
«Attraverso i call center, che si occupano del sistema di telegestione e monitoraggio degli impianti di refrigerazione, sono riusciti ad accedere ai parametri di controllo modificando le temperature di conservazione degli alimenti. Il comune denominatore è stato l’accesso diretto tramite gli IP dei frigoriferi», ha spiegato Arena.
Gli episodi avrebbero interessato diverse realtà della distribuzione organizzata, in particolare nelle province di Catania, Ragusa e Palermo. Secondo quanto riferito dal rappresentante di Federdistribuzione, il fenomeno avrebbe avuto una diffusione più ampia rispetto ai primi casi emersi. «Al momento abbiamo notizia di circa 20 punti vendita coinvolti», ha aggiunto, precisando che numerosi gruppi non sarebbero stati violati grazie alla presenza di sistemi di sicurezza avanzati e aggiornati.
Parzialmente interessato anche il gruppo Arena, che conta oltre 190 punti vendita con le insegne Decò e SuperConveniente. L’azienda chiarisce che le violazioni non hanno riguardato direttamente i propri sistemi centrali, ma tre esercizi appartenenti al canale franchising e gestiti da operatori indipendenti.
«Come gruppo non siamo stati interessati direttamente poiché la violazione ha riguardato tre punti vendita appartenenti al canale del nostro franchising, gestiti da singoli operatori che non hanno seguito i protocolli di sicurezza previsti», ha dichiarato l’amministratore delegato.
La vicenda conferma la vulnerabilità dei sistemi di controllo remoto degli impianti di refrigerazione, diventati un possibile punto di accesso per attacchi informatici capaci di compromettere la corretta conservazione degli alimenti. Sul caso resta alta l’attenzione delle autorità e dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, che ha già richiamato gli operatori della filiera alimentare alla verifica e al rafforzamento delle misure di protezione.
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