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Villafranca Tirrena: Nonno Biagio compie 100 anni
Ci sono vite che somigliano a romanzi, altre che diventano vera e propria poesia. Ma la storia di Biagio Ceravolo, che festeggia lo straordinario traguardo dei suoi 100 anni, è soprattutto un inno alla dignità, al coraggio e alla forza inarrestabile dell’amore. Un secolo vissuto a pieni polmoni, senza che nessuna ferita riuscisse mai a […] L'articolo Villafranca Tirrena: Nonno Biagio compie 100 anni proviene da 98zero.
Ci sono vite che somigliano a romanzi, altre che diventano vera e propria poesia. Ma la storia di Biagio Ceravolo, che festeggia lo straordinario traguardo dei suoi 100 anni, è soprattutto un inno alla dignità, al coraggio e alla forza inarrestabile dell’amore. Un secolo vissuto a pieni polmoni, senza che nessuna ferita riuscisse mai a piegarne lo spirito libero.
Nato il 3 novembre 1926 a Santa Giorgia, una piccola frazione di Scido immersa tra le colline reggine, Biagio cresce in anni duri, segnati dalla povertà e dalle privazioni del tempo. Ma è alla fine della Seconda Guerra Mondiale che il destino gli sferra il colpo più crudele. C’era un torrente, il Fiume Gallo, e tra la vegetazione una mina residua del conflitto. Lo scoppio improvviso travolge tutto: la perdita tragica e immediata di un cugino coetaneo sotto i suoi occhi e, per Biagio, ferite gravissime che gli portano via la mano destra e parte dell’arto.
Per molti sarebbe stato la fine della spensieratezza. Per Biagio è stata la nascita di un leone. Da quell’abisso di dolore scaturisce una forza d’animo titanica. Biagio rifiuta la rassegnazione e decide che la vita la conquisterà giorno per giorno. Intraprende una vera e propria battaglia per il riconoscimento dei suoi diritti: «Io ho combattuto con lo Stato per un mio Diritto e ho vinto», dirà sempre con quell’orgoglio sano di chi sa quanto pesa ogni singolo passo. Ottiene la pensione e un posto da bidello, un ruolo che ricoprirà per oltre quarant’anni con dedizione ed entusiasmo tra le aule di Augusta, le aule delle Scuole Medie “G. Pascoli” di Messina e infine a Villafranca Tirrena, la cittadina che sceglierà come casa. È tra i banchi di scuola che compie un altro piccolo miracolo: impara a leggere e scrivere da autodidatta, sviluppando una mente matematica brillante con cui, anni dopo, creerà complessi sistemi per il Totocalcio da condividere nei pomeriggi con gli amici.
Ma Biagio non si è mai limitato a sopravvivere: lui ha preteso di vivere appieno. La perdita del braccio non gli ha mai impedito di salire in sella a una bicicletta per andare a ballare con la sorella. Il ritmo del ballo lo ha accompagnato per sempre, tanto che, anche dopo il matrimonio, la sua casa diventava spesso una balera improvvisata piena di musica e risate. Atletica, biliardo e carte al Bar Viola o al Circolo Minerva: non c’era sfida che lo lasciasse indietro. E poi la pesca, quella passione autentica trasformata in sana e divertente competizione. Chi a Villafranca non ricorda le calde notti d’estate passate sulla banchina ad aspettare le barche dei totani per contare le prede, o l’attesa di settembre per i tonni e i pisantuni?
Il capolavoro più grande di Biagio resta però la famiglia creata con l’amata Rita Silvestro. Una storia iniziata nel 1954 con una romantica “fuitina”, coronata dal matrimonio e benedetta dall’arrivo di tre figlie: Santina nel 1955, Pina nel 1959 e Graziella nel 1966. Insieme a Rita — che affrontava a sua volta con grazia una disabilità alla gamba — Biagio ha costruito molto più di un tetto: ha fondato un rifugio d’amore in cui la porta di casa non è mai stata chiusa a chiave. L’accoglienza era un dovere del cuore, e il sostegno a familiari, amici o semplici sconosciuti di passaggio non è mai mancato.
Oggi, guardando i 100 anni di nonno Biagio, le figlie Santina, Pina e Graziella provano la gratitudine profonda di chi ha avuto la fortuna immensa di camminare accanto a un gigante. Un uomo che ha insegnato che non contano le ferite che portiamo sul corpo, ma la passione, la dignità e l’amore che mettiamo in ogni singolo giorno.
Ieri, tra le targhe ricordo, i sorrisi e la commozione dei rappresentanti delle istituzioni locali, le figlie Santina, Pina e Graziella hanno potuto riassaporare la fortuna immensa di avere accanto un padre che è stato un faro per tutti.
Auguri, nonno Biagio: Villafranca Tirrena ha celebrato e continuerà a celebrare la tua vita straordinaria, la tua libertà, il tuo coraggio e il tuo cuore immenso.
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