«Riuscire a vedere la storia che non hai mai visto». È racchiuso in questa frase il significato dell’intervento realizzato dal Comune di Milazzo nell’area archeologica di Piazza Duomo, dove la pulizia e la scerbatura hanno restituito maggiore visibilità a una delle testimonianze più importanti del patrimonio storico della città. A occuparsi materialmente delle operazioni sono
«Riuscire a vedere la storia che non hai mai visto». È racchiuso in questa frase il significato dell’intervento realizzato dal Comune di Milazzo nell’area archeologica di Piazza Duomo, dove la pulizia e la scerbatura hanno restituito maggiore visibilità a una delle testimonianze più importanti del patrimonio storico della città. A occuparsi materialmente delle operazioni sono
stati i volontari di SiciliAntica, che hanno lavorato con attenzione sui reperti presenti nell’area, sotto l’alta sorveglianza dell’archeologa della Soprintendenza di Messina Nunzia Ollà e della restauratrice Marianna Saporito, esperta nel trattamento e nella conservazione di elementi lapidei e pittorici. Un intervento che non si limita al semplice decoro urbano. La rimozione della vegetazione consente infatti di rendere nuovamente leggibili reperti e strutture che raccontano una fase importante della storia di Milazzo. L’area di Piazza Duomo ospita infatti i resti di una necropoli tardo-romana e proto-bizantina, utilizzata tra il V e il VII secolo dopo Cristo. Gli scavi, portati alla luce negli anni Settanta, hanno restituito un articolato complesso funerario caratterizzato da diverse tipologie di sepolture. Le testimonianze emerse raccontano la presenza e l’organizzazione della comunità che abitava Milazzo in quella fase storica. Nel corso degli scavi sono stati inoltre rinvenuti diversi materiali, tra cui anfore, lucerne, ampolline in vetro e manufatti in osso, oggi conservati nell’Antiquarium di Milazzo. «La pulizia di quest’area non rappresenta soltanto un intervento di decoro, ma un’importante azione di tutela della nostra memoria», sottolinea il sindaco Pippo Midili. «Ogni volta che un reperto torna ad essere visibile, la città recupera una parte della propria storia e offre ai cittadini e ai visitatori la possibilità di conoscere direttamente le proprie radici». Il sindaco ha quindi ringraziato i volontari di SiciliAntica «per l’attenzione e la sensibilità con cui continuano a prendersi cura di questo patrimonio», evidenziando come la valorizzazione dei beni archeologici passi anche dalla manutenzione quotidiana e dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni e professionalità qualificate. «La nostra città possiede una storia straordinaria che spesso è ancora poco conosciuta», aggiunge Midili. Rendere leggibili e accessibili queste testimonianze significa, secondo il primo cittadino, trasformare il patrimonio archeologico «in uno strumento di conoscenza, identità e attrattività». Piazza Duomo diventa così un altro tassello nel percorso di riscoperta del patrimonio storico di Milazzo: una storia che non appartiene soltanto agli studiosi o ai reperti custoditi nei musei, ma che può essere conosciuta e vissuta direttamente negli spazi della città. «L’obiettivo deve essere quello di fare in modo che chi vive a Milazzo e chi la visita possa scoprire e apprezzare una storia che, in molti casi, è proprio sotto i nostri occhi», conclude Midili.