Truffe agli anziani, quattro arresti: colpi sventati a Sant’Agata di Militello e Limina

Cronaca 98zero

Ancora truffe agli anziani nel mirino dei Carabinieri, ma questa volta con un bilancio importante sul fronte della prevenzione e del contrasto. Nel giro di appena 48 ore, due distinti interventi condotti dalle Compagnie di Sant’Agata di Militello e Taormina hanno consentito di arrestare in flagranza quattro persone, tutte di origine catanese e già note

Autore: 98zero · Pubblicato: 05/09/2026 06:50

Ancora truffe agli anziani nel mirino dei Carabinieri, ma questa volta con un bilancio importante sul fronte della prevenzione e del contrasto. Nel giro di appena 48 ore, due distinti interventi condotti dalle Compagnie di Sant’Agata di Militello e Taormina hanno consentito di arrestare in flagranza quattro persone, tutte di origine catanese e già note

alle forze dell’ordine. In entrambi gli episodi è stata utilizzata la tecnica del “sedicente Carabiniere”, uno dei raggiri più ricorrenti ai danni delle persone anziane. Il falso maresciallo e l’incidente stradale Il primo intervento è scattato a Sant’Agata di Militello, dopo la segnalazione al 112 NUE da parte del figlio di una pensionata appena raggiunta telefonicamente da un uomo che si era presentato come un maresciallo della Stazione dei Carabinieri di Capo d’Orlando. Il finto militare aveva raccontato alla donna di un grave incidente stradale nel quale sarebbe stato coinvolto un familiare, chiedendole di preparare denaro e gioielli da consegnare come risarcimento. I Carabinieri della Stazione sono arrivati rapidamente all’abitazione, trovando la donna ancora al telefono con il truffatore. La pensionata ha continuato a fingere di assecondare le richieste, mentre il sedicente maresciallo le annunciava l’imminente arrivo di una persona incaricata di ritirare quanto richiesto. Improvvisamente, però, la telefonata si è interrotta e il complice, che si stava avvicinando all’abitazione, si è dato alla fuga. I militari della Stazione e dell’Aliquota Radiomobile hanno quindi avviato immediatamente gli accertamenti, acquisendo anche le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. Gli elementi raccolti hanno permesso di individuare i due sospettati, un 32enne e un 45enne, intercettati a bordo di un’automobile nei pressi del casello autostradale. Per entrambi è scattato l’arresto per tentata truffa aggravata in concorso. A Limina la vittima sorpresa mentre le strappano la borsa Un secondo episodio si è verificato a Limina, dove l’intervento dei Carabinieri ha permesso di bloccare altri due presunti truffatori. A dare l’allarme è stato il marito della vittima, recatosi alla Stazione dei Carabinieri dopo che la moglie aveva ricevuto la telefonata di un uomo che si era spacciato per militare dell’Arma. Il sedicente Carabiniere aveva chiesto alla donna di mostrare i gioielli in suo possesso, sostenendo che ciò fosse necessario per evitare conseguenze nei confronti di un loro familiare, indicato come coinvolto in una presunta rapina. Il militare in servizio si è immediatamente recato presso l’abitazione. Una volta arrivato, ha sentito le urla della donna: pochi istanti prima le era stata strappata di mano una borsa contenente i preziosi. Il Carabiniere ha quindi visto il presunto autore del furto allontanarsi a bordo di un’auto condotta da un complice. È iniziato così un inseguimento a distanza, mentre il militare chiedeva rinforzi alla Centrale Operativa. Poco dopo, il veicolo è stato bloccato grazie all’intervento di una pattuglia della Stazione di Sant’Alessio Siculo e di un equipaggio del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Taormina. I due, un 19enne e un 36enne, sono stati arrestati con le accuse di truffa aggravata e furto con strappo. L’appello dei Carabinieri: «Non consegnate mai denaro o preziosi» I due episodi confermano ancora una volta quanto sia fondamentale segnalare immediatamente alle forze dell’ordinequalsiasi telefonata sospetta. La tempestività delle segnalazioni ha infatti consentito ai Carabinieri di intervenire rapidamente, individuare i responsabili e impedire che i raggiri andassero a buon fine o, nel secondo caso, recuperare quanto sottratto. I Carabinieri ricordano inoltre una regola fondamentale: le forze di polizia non chiedono mai denaro o gioielli ai cittadini per il pagamento di presunte cauzioni o per risolvere procedimenti giudiziari. Di fronte a richieste di questo tipo, anche quando arrivano da persone che si presentano come Carabinieri, avvocati o altri rappresentanti delle istituzioni, non bisogna consegnare nulla e occorre contattare immediatamente il 112 NUE.